lunedì 6 maggio 2013

Un perfido carro di Slaanesh

Tutto è iniziato da una polena per modellismo navale, dalla quale anni fa realizzai il mio secondo carro di Slaanesh, ovvero la mia prima autocostruzione per warhammer "fatta bene".

Il vero "punto di svolta" era stato il modo di intendere la miniatura non più come un pezzo per giocare, ma come un oggetto che veicolasse un certo significato e che provocasse certi sentimenti; essendo Slaanesh, nel background di Warhammer (40K) il dio del Caos della perfezione e del piacere spinti fino alle loro più ripugnanti eppure attrattive conseguenze, i cui demoni sono amalgama innaturale di umano, mammifero, insetto e rettile, il carro doveva trasmettere questi concetti.
Perciò immaginai il veicolo (di cui all'epoca non c'era un modello standard, e non era neppure "veicolo" in effetti) come una sorta di carro volante dalle forme abbastanza affusolate, che riprendeva nella sagoma la forma del simbolo di Slaanesh, trainato da due orride creature rettiliformi; il punto forte era appunto la polena del carro-nave, sottoposta a un trattamento non proprio politicamente corretto da parte della carne demoniaca che ricopriva la struttura di metallo.

Il pezzo com'era allora. All'epoca, tutte le mie basette erano marroni, come è ancora il mio - da lungo tempo inutilizzato - tavolo regolamentare per WH.

Qualche settimana fa, però, le cose sono cambiate: la tensione da esame, in qualche modo, devo pur sublimarla, e il modellismo mi rilassa dallo studio. Inoltre, il nuovo regolamento e i nuovi modelli avevano reso il mio carro autocostruito inadeguato. Che fare?
Mi sono venuti in aiuto i pezzi avanzati dal carro delle cacciatrici di Slaanesh, in particolare quelli da cui si poteva ricavare un secondo set di ruote falcate.

Il resto, in sostanza, è venuto da sé: la scultura di un faccione ridente e inquietantemente gaio sul volto del carro, nuovi tentacoli per coprire pecche ed accentuare i tratti aberranti, due enormi lame falcate per sopperire alla mancanza di altre lame, e due sbarazzinissimi tentacoli quasi grottescamente simpatici.

Ed è così che è nato il mio personale carro, da utilizzare come carro delle cacciatrici esaltate. Mancano ancora pilota e demonette cavalca-bestie, ma ci siamo quasi.

Il carro costruito da me a confronto con il mio carro delle cacciatrici standard; le differenze si vedono, ma se una autocostruzione personalizzata non fosse personalizzata a che cosa servirebbe?

Il carro visto di fronte, con la faccia sua e quella della polena. L'accostamento di un viso sofferente e di uno che ride fino al delirio mi sembra quantomai demoniaco.

Il volto del carro in tutto il suo splendore. Le due lame fanno effetto "braccine", rendendolo in qualche modo grottesco, mentre la barba è un dettaglio che rende il tutto ancor più demente.

Le due lame sono fatte il plasticard, plastica sottile che si taglia con le forbici; in questo caso, è stata affilata fino a poter tagliare la carta.

Il carro visto di profilo. Penso che, anche non dipinto, ispiri abbastanza repulsione.

Questo dettaglio mi valse già tempo fa il titolo di "modellista più perverso del Cagliaritano". Peraltro, se penso che per molti è completamente a posto fare modellismo costruendo soldati e generiche macchine di morte, spesso adornate di simboli nazisti o fascisti, mi viene da pensare che la mia pseudoperversione hentaizzante e caricaturale sia poca cosa davanti al delirio di altre persone che muovono i soldatini aspirando a uccidere i propri simili.
Ah. sì: nella "polena" e in due particolari seminascosti c'è anche un'evidente simbologia fallica. Ma, dopotutto, visto che in Italia c'è chi si fa menate (letteralmente!) sulla simbologia della spada, e che forse una spada è quanto di più fallico si possa immaginare, e che pensarla come un simbolo di sovranità è sostanzialmente pensare che si debba regnare col ca**o... beh, anche qui penso che tanti altri modellisti si dimostrino ben più psicoanalizzandi di me.
Ah, che bello tirar fuori pseudolatinismi, vero?

Per scolpire il viso del demone sono partito dai dettagli: prima gli occhi, due palle enormi, e il naso a metà fra il porcino ed il naso alla francese. Sono seguiti i contorni degli occhi e delle labbra, quindi la "carne", le corna, e infine i denti.

Il carro vero e proprio. Non ho ancora deciso chi lo guiderà, quindi non ho ancora pensato a un meccanismo di aggancio per l'araldo. Un problema alla volta. Notate i due tentacoli chelati.

Vista posteriore del groviglio di tentacoli che sta sotto al carro; l'idea è che anche essi afferrino e torturino le carni dei nemici. E poi fanno tanto "lovecraft", vero?

I due demoni che trainano il carro sono ricavati con teste di demonette e corpi di non meglio identificati uomini lucertola; nel ricostruire il pezzo, ho aggiunto loro della pelliccia sulle spalle - sia per coprire "peccati di gioventù", sia per renderli più strani.

I tentacoli si avvolgono a vicenda, ed è su questi tentacoli che poserò le demonette di guida.
Insomma, ne vedrete ancora delle belle su questo carro...


giovedì 2 maggio 2013

Perni, magneti ed incastri: la gioia del modellista parsimonioso.

Ieri era la festa dei (sempre più non, e con sempre più balordi che prosperano sulla loro disperazione ponendosi come messia di stocazzo) lavoratori, ma era anche una giornata che ho passato a studiare. Come sto studiando molto da un bel po' di giorni, causa esame in avvicinamento costante, progressivo e pernicioso.

Tuttavia, sono riuscito comunque a realizzare due lavoricchi modellistici - più di due. Si tratta in realtà di cose molto semplici, ovvero di alcuni sistemi gobbi per usare alcune miniature in più occasioni, rendendole montabili e smontabili attraverso vari sistemi.


Iniziamo dal sistema più semplice, i perni: per imperniare una miniatura, difatti, servono solo un pezzetto di fil di ferro dritto (ricavabile da una graffetta con un paio di tronchesine) e un piccolo trapanino a mano. I risultati non sono buoni quanto quelli del magnete, ma in certe situazioni è una manna.
Prendiamo il caso del mio carro di Slaanesh: volevo rendere smontabili le due demonette, ma i loro piedi e la struttura del carro stesso erano troppo sottili per ospitare dei magneti, pur piccoli che fossero. Così sono ricorso ai perni, e i risultati mi sembrano tutto sommato buoni.


Non sembra neppure che non siano incollate, vero?

L'unico problema, lo ammetto, sta nell'incastrare la demonetta inferiore dentro il posto di guida del carro. Che poi, "guida"...

 Non si vede nulla, vero? Non c'è trucco e non c'è inganno, c'è solo un perno e nessun danno.

 Ed ora le due demonette sulle loro basette. Non si nota niente. Ah, sì, una curiosità: la basetta di destra era quella su cui montai la mia primissima conversione, un pezzo veramente orribile che già da tempo è stato cestinato. I ricordi...


Dal viaggio a Milano ho portato indietro come souvenir nerdico questa miniatura di Anima Tactics, presa per pure ragioni modellistiche. Problema: io non gioco ad Anima Tactics, e il pezzo è un discreto araldo di Slaanesh oltre che generica demonessa-vampira per GdR. Che fare? Doppia basetta, ovviamente.


Il pezzo è stato montato su una basetta regolare di WH40K (basetta rotonda da 25 mm), con nel fondo due magneti che si sovrappongono alla perfezione a quelli posti sulla basetta che si usa in Anima Tactics; non si sa mai, dopotutto...


I magneti sono poggiati su un supporto di das; il das in eccesso l'ho usato per creare questo simpatico effetto "terra" attorno alla croce.

Anche questa basetta, in effetti, ha una storia tutta sua...


Infine, vi ricordate il mio demone apritore di portali? ho deciso di renderlo giocabile in WH40K, dandogli una basetta rotonda; in teoria gli araldi di Khorne hanno basette sia da 40 che da 25 mm di diametro, quindi la cosa dovrebbe essere regolamentare. Come ho risolto? Puro e semplice incastro, puro e semplice incastro: sulla basetta rotonda è montata una struttura in das che si incastra alla perfezione col fondo di quella quadrata, e i giochi sono fatti. Non è un sistema raffinato, ma funziona.

Visto il gesto del demone di aprire un portale, la doppia basetta mi permetterà anche di applicare interessanti colorazioni: dopotutto, la basetta inferiore è già dimensione demoniaca, no?

Il fondo della basetta; ha una strana aria da costruzione lego, vero?

lunedì 29 aprile 2013

Io, il sonno e due poesie

Questi giorni ero da mia sorella a Milano. E siccome sono una persona ligia al dovere ho calcolato le date in modo da non perdere una singola ora di lezione.
E siccome sono un idiota questo voleva dire "alzarmi oggi alle tre e mezza del mattino onde farmi la doccia, preparare la valigia con le ultime cose, prendere il pullmino delle cinque meno un quarto, prendere il volo delle 7, arrivare in tempo per la lezione delle 11."

Il grande sacrificato in tutto ciò è il mio sonno, che è stato messo a tacere di mattina con ben quattro caffè (di cui uno al guaranà e due al ginseng, di cui uno con cacao aggiunto).
In compenso, entro le cinque del mattino avevo composto queste due orgogliose poesie.


Ho giocato molto sul lessico, alternando in stile che penso possa essere definito almeno un po' satirico termini elevati (addirittura classicismi volutamente ridicoli) e forme assolutamente grezze, rozze e derivate dal peggior parlato popolare.





Guardo Milano di notte, e mi sembra
La vecchia battuta.
Sveglia alle tre del mattino, davvero,
Qualcosa da tonni:
Casco dal sonno represso, e lo faccio in
Ossequio al dovere.
Possa seguire quest'oggi, al mattino,
Quell'ore di greco!”
Pure, qualcosa mi dice che pure
Potendo “Sticazzi!”
Certo dirò, nel crollare dal sonno
Tornandone a cosa.


Quando ripenso a quei versi, dal Bardo
Siddetto composti,
Posti nell'ore dubbioso d'un prence
Danese, “Morire” e
Dopo “Dormire”, al pensiero di tale
Riposo mi dico:
Porgi la lama, fidato Laerte,
Ché faccio da solo!”


PS: per chi volesse saperlo, alla fine a lezione ci sono andato comunque. E quando sono tornato a casa mi sono messo a studiare. E sì, sono un coglione che di questo passo svilupperà un viso da panda.

venerdì 26 aprile 2013

L'ultimo degli strillatori

Avrei voluto scrivere qualcosa anche ieri, ma mi sono reso conto che non sarei riuscito, data l'occasione, a essere minimamente "diplomatico".

Perciò, per ora rimando i contenuti politici a data da destinarsi, e mi limito a condivdere un paio di foto che testimoniano l'ultimo stadio di Strillaterzo, ora completo anch'egli e pronto, dopo un po' di pittura, a solcare i cieli al fianco dei suoi demoniaci compari.
 
Iniziamo dalla pancia; ho sistemato alcuni particolari un po' rozzi con del milliput bianco, e ho ridato forma anche al muso (che prima era un po' storto).
 
Ora, dalla bocca di Strillaterzo fuoriesce una lingua tentacolare dalla lunghezza ai limiti dell'osceno. Ma dopotutto è un demone, no?

Come potete vedere, il nostro è anche stato "rifiammettato" a dovere.

E, finalmente, può posare in foto di fianco ai suoi compagni davanti alla mia raccolta di videogiochi (dove si mescolano titoli che ho amato e vaccate che, a saperlo prima, mai avrei comprato... e c'è anche un film che devo restituire a un amico, orpola).
 
Oppure, se preferite, potete ammirarli tutti quanti di fianco, così.

martedì 23 aprile 2013

Autocostruzioni warhammeristiche: demoni del Caos strillatori di Tzeentch parte VI - più "la strana cosa!"

Pur a velocità intermittonta (intermittente + tonta), i lavori sugli strillatori procedono... eccome se procedono: Strillaprimo è finito, finalmente!

Le fiamme ora lambiscono l'intero corpo di Strillaprimo. Egli arde, tentacola e fa profondamente schifo. E gli auguro di risultare un pezzo decisivo in ogni partita.

Anche Strillaterzo va avanti, ed è sempre più fiammante anche lui.

In questo caso, le fiamme si concentrano sul dorso e su alcuni punti delle ali. Inutile aggiungere che dovrò scolpire altre fiammelle.
Ah, per chi fosse interessato, ecco qui un becero trucco per far aderire la materia verde fresca su quella già solidificata: basta prendere una lama da modellismo (io uso un bisturi) e fare alcuni forellini su cui il materiale farà istantaneamente presa. ;)

Ma, come accennavo, gli strillatori si accompagnano oggi a "la strana cosa", una cosa talmente strana che neppure io, il suo creatore, riesco a spiegarmela.

La strana cosa nasce dal riciclaggio di un mio - orrendo - scenario demoniaco dei tempi che furono, unita alla volontà di non buttare alle ortiche il mio secondo carro di Tzeentch, anch'esso costruito quando ero mooolto meno modellisticamente capace di quanto non sia oggi.

Sì, era un carro con le forme di un podracer fatto di conchiglie. Sì, non sono sano di mente.

Una notte, folgorato da una cena pesante o dalla stanchezza cronica, riciclando anche alcune palline di das che avevo scolpito tempo fa, ho dato via a un qualche scempio. In seguito l'ho coperto di sabbia e gli ho dato una mano di primer (colore spray di fondo che funge da aggrappante, in questo caso nero).
Il risultato, accompagnato ad alcuni orrori rosa di Tzeentch che sto ridipingendo, potete vederlo in queste foto.










In tutta sincerità, non so neppure io che dire; deve essere uno scenario dei demoni del *caos*, ok, e quindi non deve avere senso. Eppure, non riesco a capire se sia una cagata o una fantasticheria, e a volte mi pare anzi che abbia acquisito un qualche senso profondo. Bah... probabilmente è colpa del troppo guaranà.

sabato 20 aprile 2013

Autocostruzioni warhammeristiche: demoni del Caos strillatori di Tzeentch parte V

Fra ieri e oggi, sfruttando due mattinate libere, ho portato avanti i lavori su Strillaprimo e su Strillaterzo. Se va tutto bene, spero di riuscire a finirli entro i primi del mese entrante.


La pancia di Strillaterzo è, per la maggior parte, finita. Devo ancora lavorare sul punto di aggancio del perno, tuttavia.

Cavallo che vince non si cambia, ma cavallo che perde va cambiato; ed è idiozia continuare su una linea perdente; sì, queste considerazioni valgono anche per la situazione politica attuale, ma sono rivolte principalmente alla texture delle ali di Strillaterzo. Alla fine ho rimosso tutte le placche, per usare un tema misto fra le ali di Strillasecondo e le fiamme di Strillaprimo. Fiamme che copriranno pancia, dorso, bocca e altri punti "strategici".

E parlando di Strillaprimo ecco a voi la sua molto lovecraftiana bocca. Devo ammettere che questa immagine mi piace molto, sembra quasi l'ultima cosa che vede un povero e sfigato pilota di un qualsiasi veicolo un attimo prima che lo strillatore faccia saltare in aria il veicolo.

Infine, il pancino di Strillaprimo; ora va solo coperto di fiamme. Della serie "bruciori di stomaco".

giovedì 18 aprile 2013

Carro di Tzeentch: finalmente finito.

Che posso dire? Che ho trascurato il blog? Vero?
Che in questo periodo sono comunque in quello stato misto di stress, sonno e inca**o tale da mandare al diavolo ogni velleità blogghettaria? Vero, e forse mi giustifica anche, vero?

Sta di fatto che, finalmente, il carro di Tzeentch è a posto, completamente dipinto (manca il protettivo) e pronto a essere giocato.

Penso che i miei commenti alle foto siano superflui ormai. Perciò ecco le foto pure e semplici e... ok, e non avevo voglia di scrivere altro, ecco.












sabato 13 aprile 2013

Un piccolo esperimento metrico

Nello scrivere questa poesia ho deciso di tentare un esperimento metrico per me nuovo: pur seguendo la forma del mio distico modellato sull'esametro, ho provato ad aggiungere una sillaba in più, come se fosse il frammento superstite di un qualcosa che veniva prima e che si è perso. Un artificio, nulla di più, che però mi sembra molto adatto al tema di questa poesia.

ma
Quando rifletto sul nulla, sul tutto,
Sul forse e sul mai, si
Spegne di colpo ogni luce, incupisco
Nell'animo e penso a
Quanto ho sbagliato tentando, ed a quanto
Ancora ponendo
Freni ad azioni avventate, occasioni
Sfumate, fatali
Sbagli. E mi perdo ascoltando quel pianto
Di sogni sprecati.

mercoledì 10 aprile 2013

Il carro di Tzeentch - pittura in corso

Sì, lo so, sono passati decisamente parecchi giorni dall'ultimo aggiornamento, vero? Ma penso che ne sia valsa la pena.
Perché, a parte per un paio di dettagli pittorici, il carro di Tzeentch è finalmente completo, signore e signori.


In questa foto, oltre al carro di Tzeentch si vede il resto del mio "parco veicoli" dei demoni: uno strazia anime autocostruito da finire di dipingere, e un cannone di Khorne appena assemblato.

Visuale dall'alto. Anche il pirodemone ora è stato magnetizzato sulla basetta. Penso che il verde metallizzato del veicolo richiami molto bene le sue fiamme, vero?

Visione frontale. Notate gli occhi del demone: direi che ora fanno una figura leggermente migliore, vero?

Alla fine non ci voleva molto: un po' di colore diverso per fare la pupilla dell'occhio, e il carro ha tutto un altro aspetto.

E sono anche riuscito ad armonizzare benissimo il punto di aggancio dei magneti dell'orrore blu.

La "targa" va ancora finita di dipingere a dovere, sì.

Fra le altre cose incomplete, i metalli. Comunque, mi pare che l'incrocio di catene sia carino, no? E da questa visuale il demone sembra davvero molto tormentato, povero cucciolo.

Infine, un primo piano sulle ali. Sì, lo so, ci sono molte sbavature; sì, lo so, il colore non è dato benissimo. Sì, lo so, la pittura fa schifo.
Però il "colpo d'occhio" non mi pare tanto male, o sbaglio?