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mercoledì 6 marzo 2019

College of Renown - aggiornato col bardo ghignante

Ho recentemente completato il primo aggiornamento di un lavoro presente sulla DM Guild (e primo lavoro per D&D) da che ho reso gratuitamente disponibili tutti i miei lavori.
O meglio: da che ho adottato la formula "paga quel che vuoi". Una formula che, tutto sommato, si sta ripagando abbastanza anche dal punto di vista degli introiti, a indicare una certa maturità e disponibilità della comunità dei giocatori di ruolo a sostenere gli autori amatoriali.
Senza contare che, sottraendo me stesso alla logica del "lo faccio per trarne un profitto", riesco a rivendicare la dimensione ludica e libera che la creazione di regole aveva per me quando, quindici anni fa, ho iniziato ad abbozzare aborti di classi di prestigio per l'edizione 3.5.

Riflessioni e nostalgia a parte, l'aggiornamento riguarda il mio ultimo lavoro pubblicato, quello dedicato ai bardi.

Nella nuova versione di Colleges of Renown (LINK) potrete trovare, oltre ad alcuni ritocchi minimi, l'aggiunta di un nuovo archetipo incentrato sulla risata.
Un buffone, un fool, un jok... ehm - ci siamo capiti - un personaggio capace - letteralmente - di combattere con le sue risate.



martedì 25 dicembre 2018

Natale in gilda!

Ieri ho ricevuto il miglior regalo di natale possibile: il mio primo stipendio come professore di liceo. Primo di non si sa quanti (per ora due certi, forse tre), primo di una serie spero lunga ma non ancora determinata, ma comunque "primo": non "unico". Da qui in poi, accumulando punteggio, le cose non possono che migliorare.


Ora, la cosa veramente bella dei regali e del denaro non è tanto ricevere, quanto condividere. E' per questo che, da anni, tutti i miei regali al parentado sono regali solidali. Dopotutto, dalla mia ottica umanistica, l'essenza della celebrazione sta nell'umanità e nell'altruismo, non certo in rievocazioni e rituali affini.

Condivisione. L'uno che aiuta l'altro fino a che ne ha bisogno, a ciascuno secondo le necessità, da ciascuno secondo le possibilità. Ditela come volete.

Ok, tutto bene, tutto bello, tutto condivisibile a meno che non abbiate l'intestino dentro la cassa toracica, ma che c'entra tutto questo con i tag di D&D?


Beh, è molto semplice: da questo momento in poi, tutti i miei contenuti sulla Dungeon Masters Guild passano a essere acquistabili con la formula pay what you want.

Paga quel che vuoi: zero? Un dollaro? Un centesimo? Una birra se ci si vede dal vivo? Un "bravo, ragazzo, bravo"? Quel che vuoi.
Le vendite sulla DM Guild mi hanno aiutato, in periodi di ristrettezze economiche, a tirare avanti con qualcosina di più del necessario; ho ottenuto quasi mille dollari nel corso di trentacinque mesi. Bazzecole, bubbole, quisquilie, ma pur sempre qualcosa. Qualcosa di cui ora però posso fare a meno.

Grazie, veramente, di cuore a chi mi ha supportato con qualsiasi cifra nel corso di questi anni. E' soprattutto grazie a voi se oggi tutto quel che ho creato, e che spero di poter continuare a creare e caricare sulla DM Guild, sarà accessibile a chiunque.

Che aspettate? Fate incetta di quel che volete, il link è QUI.

domenica 18 novembre 2018

Un'idea ludico-classicisticheggiante

O, anche, progetti che non vedranno mai la luce.

E' un'idea che ho in mente da tempo: un'ambientazione ellenicizzante per D&D 5^ edizione, un ipotetico mondo fantasy standard in cui si trovano catapultati un gruppo di antichi Greci, la scusa per fondere due mie passioni, una delle quali è così grande che ne ho fatto la mia carriera (anche se i posti da insegnante di latino sono molti più rispetto a quelli come docente di greco). Solo che sono pigro, pigrissimo, e quindi anche di questo progetto rimane la consapevolezza che è un'idea forse scrausa e scontata, forse (penso spesso) fighissima, ma che non avrà mai una forma concreta e coerente se non al di fuori della mia mente.




"Quando il mio sguardo si posò per la prima volta su Amphipolis, non potei evitare di essere colto dalla meraviglia.
Non era quella la prima città che vedevo: conoscevo bene le fortezze megalitiche dei nani, le mura possenti tese fra torri ampie ed estese in profondità quanto e forse più che sulla superficie del suolo; avevo osservato con curioso interesse le piccole case degli gnomi, quegli agglomerati di edifici squadrati in vetro e pietra artificiale che sembravano alludere a qualcosa di più maestoso; né, ovviamente, mi erano estranee le grandi capitali della mia terra, le maestose e discrete torri degli elfi. In precedenza, avevo ritenuto che nessun altra cultura potesse rivaleggiare con la bellezza delle dimore dei nostri re: chi altri poteva edificare delle torri così slanciate, capolavori di pietra che si fonde col legno in un armonioso abbraccio fra natura e architettura?
Ma Amphipolis la Duplice, la grande capitale degli umani, mandò in frantumi tutte le mie certezze. Era come se gli dei avessero voluto ispirare i loro favoriti con tutti quei doni che avevano diviso fra le altre stirpi, permettendo loro di costruire la summa di tutto ciò che di grande e maestoso esisteva al mondo.
Dalla nave potevo scorgere i tetti dei templi, lontano sull’acropoli, che splendevano al sole; i luccichii dorati confermavano le voci che avevo sentito riguardo l’abitudine degli amfipoliti di decorare i palazzi con metalli preziosi. Anche gli edifici minori, che si affastellavano lungo le balze dei colli e diventavano quasi un’unica distesa biancheggiante sulla costa occidentale, emanavano una nobile semplicità capace di commuovere l’animo di un orco. Ma quello che mi colpì maggiormente fu l’ampio portico che cingeva l’intero porto di Amphipolis, proseguendo idealmente su entrambi gli scali le arcate del grande ponte. Le sue colonne erano insieme possenti e delicate, come le forme candide e seducenti di un dio; il marmo nero dei pavimenti e dei plinti, più che a un criterio di comodità, sembrava obbedire al desiderio di far risaltare ancor di più la delicatezza dei pilastri e dei capitelli.
Solo in seguito scoprii che quel portico maestoso, la Stoà Xenikè, era stata costruita apposta per impressionare i visitatori e i mercanti stranieri, e che in caso di bisogno le sue ampie arcate potevano essere chiuse da possenti porte in metallo, benedette dai sacerdoti di Efesto per resistere a ogni assedio. Né, d’altronde, gli umani avrebbero potuto costruire un’opera tanto maestosa senza la manodopera di migliaia e migliaia di schiavi, il cui sangue e sudore avevano alimentato la grandezza della città.
“Le mura e i palazzi di Amphipolis sono edificati sulle ossa dei suoi schiavi”, mi dissi, ripetendo il vecchio adagio che una generazione prima aveva spinto la mia gente, così come pressoché tutte le altre stirpi, a una guerra senza quartiere contro gli amfipoliti. Era stato un conflitto sanguinoso e tanto spietato quanto il crudele giogo degli umani, a quanto mi era stato riferito da chi vi aveva preso parte. Ma, alla fine, la confederazione aveva avuto la meglio: quali che fossero le loro antiche abitudini, quali che fossero le usanze dei loro avi helladiani, ora gli amfipoliti vivevano fra di noi, e nessuna stirpe aveva mai trattato le altre come dei semplici oggetti da possedere, degli animali da fatica dotati di due gambe anziché di quattro zampe.
La liberazione degli schiavi aveva provocato dei grossi mutamenti nella cultura di Amphipolis, e ben presto scoprii che con l’affrancamento di massa non aveva certo avuto termine l’oppressione degli umani sui propri simili e sulle altre stirpi: ancora i mezzosangue vivevano in ghetti, e ancora i più tradizionalisti fra popolani e nobili amfipoliti non cercavano neppure di trattenersi dal dileggiare la parlata degli stranieri.
Eppure, sentivo un nuovo vento di cambiamento che soffiava sulla grande città e sulle terre circostanti, leggero ma deciso come la brezza che gonfiava le nostre vele; di quel cambiamento io e i miei compagni saremo stati fra gli artefici, prima come semplici avventurieri e poi come agenti scelti di Amphipolis e degli Dei Olimpi nelle terre circostanti… ma questo, ancora, non potevo saperlo. Potevo solo trattenere il fiato, in ammirazione, davanti alla magnificenza della Stoà Xenikè, e domandarmi quale destino le Moire avrebbero intessuto per me."

domenica 11 febbraio 2018

Dungeon Masters Guild - quando il nuovo vale meno del vecchio

E' da due anni, ormai, che produco contenuti sulla DM Guild. Indubbiamente, avrei fatto più denaro se mi fossi improvvisato blogger che sfrutta le indignazioni dellaggente, o anche solo se avessi passato le ore dedicate a scrivere a fare il bracciante agricolo o il manovale. Ma tant'è, non voglio parlare di questioni meramente economiche, quanto di un altro piccolo, grande problema: che visibilità ha un nuovo prodotto la cui uscita non viene spammata su centomila gruppi e social media, ma è affidata unicamente alla sua presenza sulla gilda?

L'8 Gennaio pubblicavo Colleges of Renown, raccolta di sottoclassi per il bardo. Oggi, a più di un mese di distanza, ho voluto controllare le mie vendite complessive a partire da tale data.



Come si può vedere, Colleges of Renown ha totalizzato 11 vendite, decisamente poche. In più, le ha ottenute quasi unicamente nel primissimo periodo da che l'ho pubblicato: successivamente, è stato fagocitato nella massa dei CCNCN, Contenuti Che Non Caga Nessuno, quella massa amorfa di materiale presente nel web che magari ci farà schifo, magari sarà quel che abbiamo sempre sognato, ma è sempre a un click di distanza di troppo per poterlo raggiungere. Di contro Pacts & Patrons, il mio unico contenuto Electrum Best Seller, ha totalizzato 13 vendite senza nessuna promozione. Anche gli altri contenuti che hanno venduto più di 3 copie sono comunque dei Bronze o Silver Best Seller. In pratica, ora come ora, la visibilità sulla DM Guild per l'eventuale novità mi sembra molto misera, per non dire dannatamente misera: i nuovi contenuti si sono sedimentati, i grandi nomi che possono fare il prezzo che vogliono sono emersi, non troppo sorprendentemente un sistema "lasco" si è cristallizzato con poche grandi firme e tanti piccoli aspiranti autori; io sarò magari medio-piccolo, non so, ma in un gioco che non vale la candela, se non per hobby. Questo è il libero mercato, dopotutto. Almeno non sono uno dei tonni che si indebitano e ipotecano finanche le mutande per mettere su un'attività nei loro sogni milionaria e poi la finiscono sotto i ponti per aver preteso troppo da se stessi, entrando in un gioco che se ti mastica ti risputa con le ossa rotte.

Ah, piccola nota a margine. Ho sulla Guild tutta una serie di contenuti in pay what you want, spesso versioni non più aggiornate di contenuti confluiti in un bundle. In teoria i prodotti ideali per farne incetta, i download compulsivi ideali, no? Come potete vedere, confrontando le due tabelle, anche questi contenuti non è che abbiano venduto moltissimo. In media una decina di download liberi cadauno in un mese.
Il problema, quindi, non è il prezzo. Il problema è proprio la visibilità. C'è chi nell'acqua affonda, c'è chi emerge appena col naso, e c'è chi cammina sulle acque. Io sto col naso fuori. Per fortuna il mio futuro non dipende da questo, oppure potrei strapparmi i capelli.



Saranno solo contenuti ludici per un gioco di ruolo, ma direi che queste riflessioni sono abbastanza valide per il mercato da un punto di vista più generale.

lunedì 8 gennaio 2018

Colleges of Renown - opzioni di classe per il bardo

Ho pubblicato un nuovo lavoro sulla gilda, stavolta dedicato ai bardi. Perché il bardo è una classe fighissima, a cui finalmente la 5^ edizione ha reso giustizia.

Si tratta di una quindicina di pagine a meno di un dollaro. Per chi fosse interessato, questo è il link a Colleges of Renown.

sabato 30 dicembre 2017

Riflessioni ludiche: bottino e rimpianti dell'anno trascorso

Il 2018 è, letteralmente, alle porte; è un periodo di bilanci, di ultime occasioni, di propositi per l'anno venturo, di traffico e incidenti stradali, di spese folli e fuori bilancio... ma, in questo caso, soprattutto di bilanci e giochi.

Nel 2017, fra una cosa e l'altra, ho comprato un discreto numero di manuali di giochi di ruolo, che sono andati ad arricchire in parte la mia collezione, in parte più limitata anche le mie partite. Una premessa doverosa è che sono da tempo senza gruppo stabile, quindi mi limito a portare a eventuali serate ludiche ed eventi dimostrativi dei giochi che si prestano a questo genere di occasioni.


Nondimeno, penso senza falsa modestia di conoscermi abbastanza bene e di saper valutare abbastanza bene come qualcosa interagisce coi miei gusti anche senza perderci troppo tempo: come ebbe a dire anni fa su un forum un utente del quale non ricordo il nome, infatti, non abbiamo bisogno di trovarci in un carcere messicano per stabilire che essere rinchiusi in un carcere messicano sarebbe una brutta esperienza.



Alla fine della fiera dell'anno, secondo quanto mi ricordo, i manuali di gioco di ruolo su cui ho messo le grinfie sono stati quelli ritratti nella foto.
Sul versante Dungeons & Dragons ho acquistato Tales from the Yawning Portal, Tomb of Annihilation e la Xanathar's Guide to Everything. Di Savage Worlds ho preso invece Si muore solo due volte e 1517: Fuga da Old York per Ultima Forsan, e Ombre su Ekul più Vessilli nella Polvere per Beasts & Barbarians. Per Sine Requie mi sono limitato al manuale Anno 0 - Il Giorno del Giudizio, ma del duo Serpentarium ho preso anche La Regione dei Fiumi e Le Terre Ignote per L'Ultima Torcia, più la seconda edizione di Anime e Sangue e Cuoricinilandia, espansione sempre per Anime e Sangue.
Due manuali di Symbaroum, L'Ira del Guardiano e La Corona di Rame, terminano la raccolta di avventure, mentre l'unico gioco che ho comprato quasi a scatola chiusa è 7th Sea, di cui ho preso anche l'espansione Eroi e Malvagi.
Tutta una serie di titoli, alcuni più validi di altri. Di alcuni acquisti mi sono oggettivamente pentito, e se avessi potuto avrei acquistato cose diverse anziché alcuni di essi, ma chi vive senza rimpianti? Per molti prodotti spero vivamente di poter rimediare, ed esiste sempre il mercatino dell'usato - ho rivenduto tutta la 4^ edizione di D&D, non avrò timore a liberarmi di altri pesi.


Entrando più nel dettaglio, ovviamente, non si può non partire dal Re, D&D.



Re per il quale spicca di certo sugli altri prodotti Tomb of Annihilation: un'avventura molto interessante e molto ben scritta, che sa sapientemente dosare letalità e comicità (la tensione non può sempre rimanere alle stelle senza essere artificiosa), che in più raddoppia come supplemento di ambientazione per una regione dei Forgotten Realms. Ambientazione che gradisco ben poco, ma è comunque un manuale che ritengo decisamente valido.
Non così, ahimè, la raccolta di Tales from the Yawning Portal; ammetto però che qui, sul giudizio, pesa il non avere un gruppo stabile con cui giocare questo o quel dungeon, oltre al fatto di aver preso questo manuale a prezzo pieno. Un prodotto di fascia media, di cui alla fine della fiera mi hanno colpito solo poche delle avventure presentate, più le appendici.
Tutto il contrario di quel che è avvenuto con la Xanathar's Guide to Everything, la cui appendice coi nomi casuali è giustamente famigerata. Un manuale che approvo, che mi piace, che vedo utile e incline a essere un supplemento di D&D ufficiale come piacciono a me (non uno splatbook un tanto al chilo, insomma), ma oggettivamente ha troppe poche pagine, e quelle dedicate a una ridda di nomi buttati giù di malagrazia, senza un minimo di spiegazioni su come costruire un nome latino o tedesco o chessoio, implorano vendetta.
In sostanza, me la sentirei di dare un bell'8.5 pieno a ToA, un 6 a TfrYP, e un 7 alla X'sGtE

Se alcuni manuali di D&D mi hanno lasciato perplesso, lo stesso non si può dire per Anime e Sangue: ero dubbioso sull'acquisto della seconda edizione, ma ho trovato che qui, a differenza di quanto fatto con Sine Requie, i cambiamenti siano davvero palpabili e apprezzabili, e soprattutto il manuale "concentra" il meglio della prima edizione in un unico tomo. Il meglio, tranne il meglio del peggio del meglio, Cuoricinilandia: una ambientazione folle e partita di testa, dannatamente gradevole. Manuali apprezzati e di sicuro promossi, ma non mi hanno lasciato senza fiato, se capite cosa intendo: un 7 meritato per il base, anche qualcosa di più (diciamo 7.5?) all'espansione, ma niente di eccellente, assolutamente.


Sul versante di Savage Worlds, devo dire che solo un manuale mi ha soddisfatto appieno: Ombre su Ekul si merita un 8 pieno, prosegue la formula dei manuali di ambientazione e avventura per B&B, è decisamente un prodotto valido. Forse gli darei anche qualcosa in più, va'. Proprio per questo motivo Vessilli nella Polvere mi ha lasciato interdetto: è un manuale puramente meccanico, con nuove regole interessanti per costruire una banda di mercenari o briganti, che ancora una volta dimostra l'abilità dell'autore nell'usare il sistema di SW, ma non lo trovo proprio all'altezza degli altri prodotti di questa linea. Il mio voto personale è un 5.5, probabilmente per via del confronto che faccio con i suoi "fratelli" - mi ricordo molto il mio professore di matematica delle medie in questo momento, quando dava a me buono o distinto per un singolo errore in quanto dal sottoscritto si aspettava di più che non dagli altri. Diavolo d'un Professor Spanu.
I due manuali di Ultima Forsan sono in realtà un librogame e un'avventura-espansione regolistica, entrambi volti a chiudere un ciclo narrativo. Come voto darei a entrambi qualcosa fra il 6.5 e il 7; Si muore solo due volte forse mi ha colpito di più di 1517: Fuga da Old York, ma questo è dovuto forse al fatto che l'ho giocato durante una bellissima vacanza di Grecia.

Sempre un 7, stavolta pieno, è il voto che mi sentirei di dare ad Anno 0 - Il Giorno del Giudizio: un manuale di Sine Requie ben scritto e originale, aggiunta ottima per la collezione e non semplice ristampa arricchita, anche se speravo di vedere qualche dettaglio in più sulle trame segrete che si celano dietro all'ambientazione. Qualcosa si intuisce in filigrana, ma dopo tanti anni vogliamo sapere di più, vogliamo finalmente conoscere il mistero dietro al Risveglio.
Per poi rimanerne delusi, come sempre accade: un mistero svelato è un mistero castrato, e il mostro sotto i riflettori diventa patetico, ma penso che i tempi siano maturi per la grande rivelazione, anche se non sarà mai grande e completa quanto i fan si aspettano. Non è mai così. :/



E, visto che di prodotti Serpentarium sto parlando concludo l'argomento con i manuali di LUT, La Regione dei Fiumi e Le Terre Ignote. Un 8 pieno e meritato per tutti e due i manuali, ma anche il mio sostegno totale a un gioco, L'Ultima Torcia, che secondo me si meritava il Best of Show per l'annata 2017 - ma, avendo già vinto Alba di Cthulhu per l'anno precedente, era chiaro che non avrebbe potuto vincere nuovamente la stessa coppia di autori. Sulla falsariga del manuale base, anche questi tomi offrono un'ambientazione di ridotte dimensioni ricca di mostri, avventure e nuove regole del personaggio; con un giusto compromesso fra vocazione eroica e sfiga da avventuriero straccione, tutte e tre le lande di LUT incarnano quell'aspetto dell'Old School che piace tanto a me, e che forse si meriterà una prossima riflessione ludica.
Unico neo il fatto che ora nella scatola le tre espansioni entrino quasi a stento.

Parlando di Old School, non posso non continuare con Symbaroum, un altro esempio di "vecchia scuola" che sa andare oltre i retrocloni.



In questo caso, però, il giudizio che me la sento di esprimere è molto meno lusinghiero: le due avventure L'Ira del Guardiano e La Corona di Rame mi hanno convinto così poco da avermi fatto smettere di comprare manuali di Symbaroum fino a che non avrò l'occasione di leggerli e sfogliarli a dovere prima dell'acquisto. La resa artistica è sempre ottima, come da linea editoriale, ma è proprio la trama delle avventure a convincermi poco: le vedo troppo piane, troppo unidirezionali per una ambientazione che ha tanto da dire e tante strade percorribili. Darei un 6 a entrambe, ma il fatto che non mi abbiano fatto venir voglia neppure di rileggerle penso basti a dire quanto poco mi sono piaciute, e quanto questo sia in effetti un 6 politico. Peccato.

Ultimo e non ultimo, chiude la rassegna dei miei GdR del 2017 7th Sea, il gioco che secondo la giuria lucchese è stato il migliore dell'anno.



Ho comprato il manuale base, a Modena, solo dopo vari dubbi e titubanze, con un proverbiale lancio di monetina. In questo caso, però, non ho avuto di che pentirmene: al netto di una certa pomposità nell'espressione di un sistema tutto sommato semplice, arricchito da complicati dettagli all'atto pratico impalpabili, ho per le mani una buona ambientazione secentesca. Ovviamente una buona ambientazione secentesca per americani e non per storici europei, eh, ma la pignoleria nel GdR non paga. Un 8.5 meritato, una piacevole sorpresa.
L'espansione Eroi e Malvagi, invece, è una buona candidata all'essere rivenduta immediatamente, non fosse che è autografata. Un semplice elenco di personaggi senza nessuna regola aggiuntiva, con storie singole che si intrecciano fra loro ma poche delle quali sono realmente accattivanti, con dei consigli abbastanza balzani su come catalogare eroi e malvagi in funzione del loro "attributo forte". Completa il tutto una buona spolverata di identitarismo dannatamente "2017", quella sorta di controrazzismo inverso delle precedenti vittime di discriminazione che, così, si tagliano ogni legame con chi non ne condivide orientamenti sessuali o carnagione e, di fatto, si scavano la fossa gettando benzina sul fuoco acceso dai più beceri conservatori e reazionari (modello "elezione di Trump", per intenderci). Anche qui si poteva osare di più, ci sono persone di merda anche fra le minoranze ed è proprio ritraendo i membri di una minoranza come persone normali e non come versioni moderne del buon selvaggio che se ne afferma la profonda dignità di esseri umani come tutti gli altri. Ma è lo spirito dei tempi, c'è poco da fare se non tirare avanti e aspettare che cambi il vento. Però ecco, in sostanza questo manuale si merita, secondo me, un 4.

In sostanza, tre acquisti sbagliati. Poteva andarmi peggio, eh. :D
Almeno non ho ricomprato Dragonero GdR.
Ne trarrò giovamento per il mio 2018 ludico.
Buon anno, gente.




lunedì 23 ottobre 2017

Pacts & Patrons - now with kittens (250 copie e tanto orgoglio)

Stamattina, assieme a una novità non proprio entusiasmante e a una mancanza di novità ancor più fastidiosa sul versante "le faremo sapere", ho avuto una piacevole sorpresa: Pacts & Patrons, il mio contributo alla DM Guild relativo alla classe del warlock o fattucchiere che - in pochi - dir si voglia, ha raggiunto le 250 copie vendute. Da tempo, ormai, avevo deciso che avrei festeggiato questo traguardo pubblicando una versione aggiornata del manualetto, e per fortuna qualche giorno fa mi sono dato da fare per realizzarla sul serio.
Ché fra il dire e il fare c'è di mezzo la pigrizia.


La nuova versione di Pacts & Patrons raggiunge le 29 pagine, comprende nuove opzioni più quello che avevo già pubblicato sotto Familiar Faces, ovvero una raccolta di sette dieci nuovi famigli per la classe del warlock. L'aspetto che ho curato maggiormente è stato quello artistico: P&P l'avevo originariamente pubblicato dopo due mesi di lavoro nella gilda, quando valutavo il bianco e nero un valore aggiunto ed ero decisamente meno bravo a trovare immagini che potessero essere impiegate nei miei manuali.


Grazie a una svendita ufficiale, al momento il nuovo Pacts & Patrons 2.0 può essere acquistato a un prezzo ridotto rispetto a quello originale. Il LINK all'articolo, ad ogni modo, rimane lo stesso.

sabato 19 agosto 2017

Decors for Dungeons

Dopo tanto tempo, ecco un piccolo contenuto di forse nessun rilievo per la DM Guild.

Decors for Dungeons, disponibile sotto la formula "pay what you want" (traduzione: se siete gentili lasciatemi qualcosa, ma ve lo cedo aggratis perché ho il cuore più grande dell'abisso di vuoto nel mio miserrimo portafogli), è una raccolta di vari tipi di elementi d'arredamento e di architettura che potete inserire in un qualsiasi dungeon per renderlo un posto più interessante.



Niente di troppo pretenzioso, ma qualcosa che spero possa risultare gradito e simpatico.

Vi lascio, come sempre, il LINK al prodotto in vendita sulla gilda.



sabato 13 maggio 2017

Subrace Compendium - quando la reimpaginazione ti prende la mano

Il ludolavoro che mi ha impegnato al ritorno dalla Grecia, a parte qualcosa risoltosi in un nulla di fatto (se i curricula inviati venissero stampati anziché cestinati, con essi i giovani potrebbero toccare il cielo), era partito come una semplice impaginazione migliore di due vecchi lavori sulla gilda, una raccolta di sottorazze elfiche e naniche.



Poi ne ho aggiunto altre.

Poi ci ho ficcato di mezzo anche gli orchi.

Poi anche gli halfling.

E alla fine, da dieci pagine originali, l'ho finita a tirar fuori un lavoro di 25 pagine totali, rivedute e corrette e ampliate.


Il Subrace Compendium, in teoria, potrebbe essere l'ultimo lavoro che pubblicherò sulla gilda per un bel pezzo. Diciamo che la risposta in termini di vendite, negli ultimi tempi, non è proprio entusiasmante, e se le cose continueranno ad andare così il gioco, semplicemente, non varrà più la candela.

Speriamo di doverci ricredere, insomma!

Per ora, il compendio lo trovate a questo LINK!






sabato 15 aprile 2017

Backstories, background nuovi e rivisitati

Un articolo "pasquale", un nuovo contenuto per D&D 5^ edizione dritto dritto sulla DM's Guild.



Backstories, New and Improved Backgrounds è un aggiornamento dei miei due precedenti background, l'Inquisitore e il Medico della Peste, integrati dal Profugo Planare e dal Rinato. Quattordici pagine in inglese, tutte amabilmente illustrate, e a meno di un dollaro.

Il malloppone si trova a questo LINK.

giovedì 6 aprile 2017

Bottino modenese parte II - miniature

Poteva un imbrattaminiature come me tornare dalla fiera di Modena senza un carico di miniature? Ovviamente no.
Specialmente perché, mentre un GdR lo trovi su internet a prezzi più o meno simili, è stato alle fiere di questo genere che ho fatto incetta di piccole perle a prezzi politici.

Ovviamente, Capitan Contrattazione, l'uomo che al mercato del falso di Pechino si è fatto guardare in cagnesco più di una volta, colui che ha elaborato la teoria dell'ubriachezza contrattuale*, capace di strappare prezzi bassi anche senza una lingua in comune col negoziante, non poteva tornare da Modena senza qualcuna di suddette perle nascoste.

* brevemente: contrattando per qualcosa, devi dare l'impressione che non te ne freghi niente dell'acquisto di quel qualcosa. E da ubriachi è dannatamente facile fregarsene di tutto. E in Cina, dove la gradazione alcolica delle bevande locali va da meno di 3,5° a più di 20° senza  nessuna via di mezzo, là dove non esiste il concetto di "a pasto bevo qualcosa di non alcolico che non sia the caldo", è dannatamente facile trovarsi felicemente allegri andanti.


Ed ecco allora il mio bottino modellistico.


Da sinistra a destra: i miei primi pezzi di Malifaux, un sanguinario di Khorne vecchio stile, tre miniature Paizo prese in una svendita a tre euro comprensive di avventura per usarle, un pezzo Rackham del '98, due demonette senza un braccio, un elfo di Mordheim senza braccia e, infine, un grifone della nuova linea di miniature wizkids non dipinte create apposta per D&D


Partiamo dal grifone, che fa rima con "cocente delusione". Tutte le miniature di questa nuova linea venivano appena cinque euro l'una, e il fatto che ne abbia preso solo una parla da solo: era l'unico pezzo in cui la stampa fosse a un livello che reputo accettabile.



Le ali, ecco, le ali erano fatte bene. Non fosse che per un piccolo, piccolo problema: ca**o mi vendi la miniature già assemblata e primerata se non togli le linee di fusione? Questa è malvagità!


Ditemi, vedete l'unghia anteriore in primissimo piano? Esatto: una bolla. Una di quelle bolle nella resina che tanto hanno distrutto la reputazione del materiale Finecast della GW.
In sostanza, queste nuove miniature wizkids costeranno poco, ma hanno assieme i difetti del Bonesium della Reaper e del Finecast GW. Materiale bocciato. Buono per un D&Daro non interessato all'aspetto modellistico, ma la Reaper, diretta concorrente, con le sue Bones fa dieci a zero a questi pezzi. Pollice verso.


Niente da dire sul sanguinario: la vernice andava un po' scrostata, cosa che ho poi fatto in un amen, e l'ho reimbasettato su una basetta grande. Un bel pezzo da usare come araldo di Khorne. 


Le due demonette, in quanto mancanti di un arto, sono riuscito a pagarle appena un euro l'una. Perché notoriamente la mia bitsbox non trasuda pezzi slaaneshi, no assolutamente. :D 


Non so che pezzo sia, c'era scritto "Rackham '98" ed era un gran bel modello. Questo mi basta. ^_^v



Le tre miniature D&Dare. Molto figlie dei loro tempi (dieci anni fa) con quelle spade-mazze, ma non c'è niente che un buon bisturi non possa asportare. Neanche la mia pelle, porca miseria.



Anche lui mi è costato solo un euro, in quanto senza braccia. E' un pezzo bellissimo che cercavo da tempo, e so già come risistemarlo.




Infine, le miniature Malifaux. A Modena ho potuto provare il gioco, molto interessante. Per ora nessuna armata mi convince appieno, ma lo fanno diversi modelli.


Unboxing interessante. Ecco, forse avrei gradito le istruzioni, ma alla fine il problema principale nell'assemblaggio è stato litigare con dell'attack andato a male. Linee di fusione ridotte al minimo, pezzi in scala realistica, dettagli interessanti ma non eccessivi. Amo le miniature in plastica post-2010. Davvero


Non so se si vede anche qui, ma il pistolero maschio ha esattamente la stessa faccia del Kit Carson pard di Tex. Non potevo non comprare Capelli d'Argento, diamine.


Da quel che ho capito, si tratta di un pistolero non morto. Ma con un paio di ritocchi diventerà Johannes Klosterheim, il perfido sgherro che mancava alla mia raccolta di miniature Moorcockiane.

martedì 4 aprile 2017

Bottino modenese parte 1 - giochi di ruolo

Ieri sono tornato a casa dalla mia prima "trasferta ludica" dal 2014, stavolta per quel di Modena Play anziché in direzione Lucca.

Devo dar ragione a chi sottolineava la differenza fra le due fiere: Lucca Comics & Games è una fiera molto più a misura fumetti (e non so quanto a misura di fumettari) che non per giochi e giocatori. In particolare, dal 2006 al 2014, ho visto crescere esponenzialmente aree poco legate al gioco e molto a sponsor ed espositori capaci di pagare gli stand ma poco legati all'hobby, coi videogiochi che si mangiavano sempre più l'area dei piccoli negozietti locali e i giocatori di ruolo sempre più confinati in un recinto di fragranze ascellari e tangibile disagio.

Quella di Modena è una fiera del gioco, in tutte le sue declinazioni, una convention di giocatori grandi e piccoli dove gli affari interessanti può capitare anche di farli non per forza fuori dagli stand presso dei loschi figuri incappucciati imbucati di straforo a vender la loro paccottiglia più o meno di qualità. I cosplayer sono presenti, certo, ma le loro gare e le loro esibizioni non fanno parte della fiera, perché altrimenti loro e gli youtuber si fagociterebbero tutti gli spazi. E' una convention per giocatori che vogliono giocare, non per ammirare esibizioni altrui.

Inutile dire che, da bravo spendaccione, da questa trasferta emiliana non ho riportato solo gustose memorie alimentari (tigelle al lardo e parmigiano, lo stuzzichino degli dei).


Nel versante dei giochi di ruolo, gli acquisti sono stati diversi da quelli preventivati: se fissate una convention per il 1° aprile, poi non stupitevi se i manuali escono stampati male!

La Regione Dei Fiumi, seconda uscita per il GdR old school nostrano L'Ultima Torcia, è uno di quei prodotti che ho comprato sulla fiducia sapendo che, anche fosse stata parzialmente tradita, mi sarei trovato con un bel modulo di ambientazione e una serie di avventure interessanti.
Per ora sto ancora leggiucchiando il tutto, ma l'impressione generale è buona. Uno di quei manuali che trovo interessante leggere anche se mai potrò giocarli, forse la chiave del successo dei giochi Serpentarium.
Intendiamoci: è uno di quei giochi che vorrei tanto provare, ma sono senza un gruppo di gioco fisso, realisticamente ne passerà di acqua sotto i ponti prima che abbia la possibilità.

Spostandoci più a nord, ma sempre sul versante old school, ecco due moduli e una licenza di esploratore per Symbaroum, autografati dagli autori originali. L'Ira del Guardiano e La Corona di Rame sono due moduli avventura, pensati però per non essere fini a se stessi ma far evolvere in maniera dinamica l'ambientazione. Il punto focale di questo GdR, dopotutto, è quello di superare la concezione originaria dell'ambientazione Old School come un semplice contorno in cui ficcare un poco a muzzo dei dungeon da esplorare, facendo degli avventurieri una componente logica del mondo di gioco, una carriera plausibile in un mondo dove i sotterranei non vengono costruiti da maghi pazzi per riempirli di trappole e improbabili mostri vari così a sentimento.

A questo proposito, L'Ultima Torcia e Symbaroum sono entrambi dei giochi Old School moderni, il cui acquisto ho preferito a quello di una serie di altri titoli OSR pur presenti in fiera. Il fatto è che questi due titoli decidono di non essere più dei semplici retrocloni, non vogliono strizzare l'occhio a chi pensa che dopotutto confrontare tiro e armatura su una tabella sia il miglior modo di giocare. Sono titoli per appassionati che gradiscono i concetti dietro all'Old School, non per nostalgici dei tempi ludici che furono - categoria a cui, per ragioni anagrafiche, non potrei appartenere neppure volendo: quando sono nato io c'era già stata l'uscita di Dragonlance, e gli eroi già scalzavano gli avventurieri.
Molti tendono a vedere i due giochi come diretti concorrenti. Io, in realtà, ci vedo modi diversi di fare qualcosa di simile. Sono come la piadina al kebab e la pizzetta al taglio: hanno peculiarità diverse, non rinuncerei a nessuno dei due per tutto l'oro del mondo.

Questi acquisti, va detto, erano previsti. Sapevo già, entrando in fiera, che mi sarei preso quei manuali. Non così per 7th Sea. Sono stato combattuto fino all'ultimo, ma alla fine mi sono deciso a prenderlo. Da una parziale lettura, devo dire che mi sembra scritto e tradotto molto bene. Se il sistema sarà buono la metà di quello che si dice, non vedrò l'ora di giocarlo. E poi, cavoli, sono cresciuto a pane e Salgari, ricordavo a memoria a distanza di anni il numero di bocche da fuoco del Re Del Mare, oggettivamente un gioco simile fa per me.



Ho parlato prima di acquisti sulla fiducia. Devo ammettere che, dopo la seconda edizione di Sine Requie Anno XIII, sto ponderando la possibilità di smettere di acquistare i prodotti Serpentarium in base a questo criterio: ottimi da leggere, davvero, ma i sistemi spesso non sono all'altezza dell'ambientazione. Alba di Cthulhu è un'idea geniale, l'incubo scritto da Lovecraft autore che si trasforma nell'incubo temuto da Lovecraft persona (una metropoli multietnica in cui lui, anglosassone e americano da generazioni*, è un fallito in mezzo a tanti immigrati di successo), ma il sistema alla fine è troppo pesante per il gioco stesso.
Ora, ho sentito un gran bene, da parte di chi ha testato il regolamento, della nuova edizione di Anime e Sangue. Voglio verificare quanto di nuovo c'è in questa nuova edizione e quanto è invece una ristampa aracnidea che approfitta di noi appassionati. Nel secondo caso, possiamo tranquillamente dire che cambierò la mia politica di acquisti Serpentarium, limitandomi ai manuali più narrativo-descrittivi e lasciando da parte i regolamenti.

* cosa che mi fa sempre ridere: vengo da un'isola dove sorgono le rovine di castelli risalenti a tremila e passa anni or sono, ho studiato le ipotesi ricostruttive di una protolingua di più di cinquemila anni fa, e considero il mio paese recente perché è stato realisticamente fondato dopo l'anno zero. Statunitensi, quel che per voi è antico per me è recente.



Sul versante Savage Worlds ho preso meno del preventivato, a causa dei suddetti tipografi che ti giocano lo scherzetto per il primo aprile.
Il giorno della civetta è il terzo volume della serie di librigame per Ultima Forsan scritti da Mauro Longo. Ho gradito il primo, preso il secondo, ora che ho anche il terzo è giunto il momento che disintossichi il mio tempo libero dal videogioco di Mordheim e riprenda il mio vecchio ammmore per i librigame. Sempre che nel frattempo non riprenda la scimmia di Skyrim. Allora sarebbe la fine.

Ombre su Ekul è l'ennesima avventura per Beasts & Barbarians, ambientazione per Savage Worlds di Umberto Pignatelli. Stessa buona qualità dei precedenti prodotti, forse in alcuni punti trovo l'avventura un po' troppo pilotata ma il prodotto è promosso a pieni voti. Sì, è stato il primo manuale che ho voluto leggere.


Ultimo e non ultimo, Tales from the Yawning Portal è l'ultimo manuale uscito per D&D 5^ edizione, una raccolta di vecchi dungeon e avventure usciti per le precedenti edizioni riadattati alla nuova versione del gioco. Avete presente quel che dicevo prima? Ecco, qui ci sono quei bei sotterranei insensati e letali. Tomb of Horrors, non vedo l'ora di masterizzarla a una convention. :D
PS: mentre scrivevo il post, è arrivato il corriere. La Hasbro mi ha spedito, completamente aggratis, due nuove copie dei miei manuali di D&D 5^ che, causa rilegatura scarsa, si erano sfaldati. Oggi è un buon giorno per nerdare!

martedì 28 febbraio 2017

Paths of Legends, archetipi per il barbaro

Nuovo lavoro sulla DM's Guild. A partire dai due path per il barbaro che avevo precedentemente ideato, ho deciso di creare un lavoro che comprendesse anche altre opzioni.

L'idea, come nel caso del warlock, del chierico e del paladino, è quella di avere un documento unico da aggiornare di volta in volta con le nuove opzioni che mi verranno in mente.

In questo caso il nuovo, barbarico PDF si chiama Paths of Legends. Vi lascio il LINK alla pagina sulla gilda, dove troverete ulteriori dettagli a riguardo.

venerdì 24 febbraio 2017

Monster & Maladies + Plague Doctor

Della serie "piccole iniziative commerciali".

Monsters & Maladies è un lavoro che mi ha impegnato molto, molto più a lungo di altri, ma che non ha ottenuto chissà quale riscontro di pubblico.
Forse per il prezzo, forse per la congiunzione astrale, forse perché della fatal quiete tu sei l'imago, forse perché c'erano tante cose da sistemare... non so.

Fatto sta che gli ho dato una sistemata, e fino al giorno del mio compleanno in allegato con il PDF principale c'è anche il Plague Doctor, il background che tutti gli untori temono!


Il tutto a questo LINK.

mercoledì 22 febbraio 2017

Un anno e un mese di DM's Guild

(Perché a volte serve una botta d'autostima)



Un anno, un mese e una manciata di giorni da che ho messo in vendita on line il mio primo articolo sulla DM's Guild. Senza, peraltro, aggiungere nulla di nuovo dall'estate.

Attualmente, ho diciannove articoli all'attivo di cui diciotto ancora in vendita. Di questi, quattro non superano le 20 copie vendute, mentre cinque raggiungono le 50 e altri tre arrivano a superare di misura le 100, con uno che corre lento e determinato verso le 200.

In totale, a fronte di 1050 vendite complessive, ho incassato 473,41 dollari, trovando finalmente qualcosa di cui gioire nell'indebolimento dell'euro. Dato che la cifra che mi entra è il 50% del profitto generato, in poco più di un anno le mie nerdate ludiche hanno generato quasi 1000 dollari lordi. Non male, tutto sommato.
La cosa veramente piacevole è che tutti gli acquisti di giochi di ruolo dell'ultimo anno me li sono rifinanziati con gli introiti della guild; in pratica, il mio hobby principale è arrivato a sostenere se stesso, il che è molto soddisfacente.

Lavorando sui dati come un mancato ragioniere, trovo che ogni vendita mi ha dato in media 0,45 dollari, anche se all'atto pratico (con una forte eccezione) i contenuti più graditi sono quelli dal costo mediamente maggiore. Un solo articolo col prezzo sopra il dollaro non ha raggiunto le 50 copie vendute.

Se vado a includere i download gratuiti, che per certi lavori non rendo più disponibili, arrivo a 2689; in pratica, solo il 39% delle vendite sono "paganti". Ma se vado a vedere il mio primo lavoro, a lungo in pay what you want, scopro che a fronte di 555 download solo 136 sono stati paganti; per l'unico contenuto attualmente in pwyw, poi, la resa è imbarazzante: 173 download complessivi, di cui solo 6 paganti (con una media di 50 cents l'uno).

Gli articoli che vendono di più sono quelli relativi al dark fantasy, il genere che preferisco e che forse mi riesce meglio. Nello specifico, le opzioni per le classi vanno più delle razze, mentre vendo che il bestiario tematico va molto male, forse per via del suo prezzo più alto della media. Qualche lavoro iniziale è, oggettivamente, "sbagliato", ma con gli ultimi prodotti, salvo il bestiario di cui sopra, ho comunque ottenuto risultati accettabili.





Traendone le conclusioni, e offrendo suggerimenti a eventuali altri appassionati interessati a darsi alla produzione di contenuti sulla Guild.


1) Il pay what you want non paga, a meno che non vogliate fare il salto per diventare virali converrà sempre farsi dare qualcosa, per piccola che sia la cifra. E diventare virali richiede molto più impegno di quanto si possa pensare.

2) Come attività a tempo pieno, la vendita di contenuti on line richiederebbe molto più tempo e molte più risorse: impaginatori, revisori, illustratori... e ovviamente tutti i contenuti dovrebbero essere in inglese per avere qualche chance. In sostanza, bisogna capire quanto prendersi sul serio e quanto "investirci"; ciascuno fa le sue scelte, ma ricordiamoci sempre che a fare il passo più lungo della gamba si rischia di finire con le palle a terra.

3) Come principianti assoluti, o come "novellini del mercato", la DM's Guild non fa certo fare i big money. Se si punta a quello, conviene molto di più aprirsi un sito di fake news pieno di ad, qualche pagina facebook per condividiseseindignato, magari una rete di rimbalzi fra siti vari ciascuno pieno zeppo di ad, e il profitto è assicurato. Se vi va male vi condannano per frode, ma se vi va bene diventate guru intoccabili.

4) Visti i miei risultati personali, quel che rende meglio in termini economici è scrivere di quel che ci piace. I contenuti buttati via per far cassa, quantomeno nel mio caso, non hanno fatto un casso.


 A volte, quando le cose vanno male, fa sempre piacere vedere che qualcuno si è comprato una copia di un tuo vecchio lavoro nel quale non speravi più. Sarà pure come la dipendenza da like endemica del popolo di facebook, ma almeno questa genera qualcosa in più.

Spero vivamente che questo articolo sia stato interessante per gli altri italiani interessati a produrre sulla gilda. E, male che vada, se voleste dare un'occhiata ai miei lavori (LINK) mi fareste di certo cosa gradita.

giovedì 8 settembre 2016

Unusual Oaths - aggiornamento con un nuovo giuramento

Ultimamente sono in preda della nostalgia canaglia nei confronti dei cartoni che guardavo da piccolo negli anni '90. Fra i primi posti, ovviamente, metto I Cavalieri Dello Zodiaco.

E così, fra un loop delle sigle e l'altro, ho deciso di aggiornare Unusual Oaths, la mia raccolta di opzioni per il paladino di D&D 5^ edizione, con la sottoclasse dedicata al Giuramento della Protezione: cavalieri votati a difendere un artefatto, un tempio o la stessa incarnazione terrena della loro divinità. Il cosmo scorre potente in tutto ciò.

Trovate la versione aggiornata a questo LINK.




domenica 7 agosto 2016

Il ranger secondo il sottoscritto

Aggiornamento serale relativo a D&D 5^ edizione.
Risistemando la stanza ho ritrovato appunti di inizio  giugno, ovvero di due mesi fa, relativi a una modifica alla classe del ranger che avevo in mente. Dato che oggi l'uscita pomeridiana con gli amici è saltata, mi sono messo a convertire il tutto in un PDF ben illustrato.

Ed è con orgoglio che vi presento la mia versione del ranger.

Trovate qui il LINK alla pagina sulla DM's Guild. E, dato che ben poca farina qui è del mio sacco, si tratta di un pay what you want.


domenica 5 giugno 2016

Unusual Oaths, opzioni di gioco per i paladini di D&D 5^ edizione

Nuovi contenuti in arrivo sulla gilda, ovvero un nuovo lavoretto del sottoscritto per D&D 5^ edizione in download sulla Dungeon Master's Guild.
Stavolta mi concentro sulla classe del paladino, una classe che nella nuova edizione ha acquisito molto colore (smettendo di essere colui che vede il mondo in bianco e nero) ma ancora relativamente poche regole per rendere conto di questi diversi modi di essere paladino.


Da questo il mio lavoricchio. Che vi lascio a QUESTO LINK.